Clicca sul riquadro della copertina per andare al libro corrispondente

 

Il professore di filosofia (pagine: 569)
Torna su
___________________________________

Avevo seguito una figa per tutta Milano. Alla fine ero finito dalle parti di San Siro. La figa si era infilata in un portone di una casa isolata. Era l’ultima di Milano e così la persi. Era una casa tutta circondata di spazzatura e di alberi di fichi. Non riuscii proprio più a trovarla. Così sconsolato me ne tornai a un tram. Mi ritrovai in una ressa che esce dopo una partita di calcio, non mi ricordo chi giocava, il Milan o l’Inter, una delle due comunque. Contro chi, meno che meno. Nella ressa poi sbarcai in una fermata di metrò.

Scesi giù. Nella folla, nel vagone incontrai Enzino Butrugno studente di medicina e fu lui che mi disse che in una scuola di via Genova cercavano un professore di filosofia.

E così, prima di pensare a cosa poteva mai capitarmi, mi ritrovai in una classe a insegnare filosofia a una banda di ragazzi che della filosofia non gliene fregava assolutamente un cazzo.

– Una bella storia – dissi.

Una bella storia, un lavoretto leggero leggero. E’ bello insegnare filosofia a chi non gliene fotte un cazzo di filosofia: praticamente non fai un bel nulla, stai lì, ti siedi, guardi a destra, guardi a sinistra, guardi davanti, apri e chiudi il registro, tiri qualche sospiro, spari qualche cazzata, chiudi il registro e la fatica è bella e finita.

SCARICA LA VERSIONE E-BOOK

 

 
Amore e orzo (pagine: 257)
Torna su
 

___________________________________

A PROPOSITO DELLA "RANA" DI BASHO

Sotto la nuvolosa scogliera,
vicino alla porta del tempio,
Fra le oscure piante primaverili nello stagno,
Una rana salta nell'acqua, plop!
Trasalito, il poeta sgocciola il suo pennello.

Sengai (1750-1837)

 

Shakespeare (pagine: 430)
Torna su
___________________________________

Dalla nostra bellezza creaturale esigiamo un incremento,
Mai morirà l'essenza di rosa,
Nonostante il tempo maturi, e cede
E un bocciolo di rosa cade in terra.
Ma se ti osservi luminoso sei,
La tua fiamma da sola si illumina,
Carestia su un terreno rigoglioso,
E tu come fossi il tuo nemico a te t'immoli.
Ora tu sei il fresco gioiello del mondo,
Il solo araldo della primavera.
Sotterri ciò che di più bello è in te
E sprechi avaramente ciò che in te è ammucchiato.
Abbi pietà del mondo affinché non soccomba
Nella tua tomba per ciò che ad esso devi.

   
Oscar Wilde - I fiori d'oro (pagine: 223)
Torna su

___________________________________

HELAS!

Giungere all'abbandono di ogni emozione finché l'anima mia
sia un liuto dalle corde frementi a tutti i venti.
Ho per questo rinunciato alla vecchia mia sapienza,
alla ferrea regola?

La mia esistenza mi pare un documento scritto due volte,
dove in qualche infantile ferie si siano scritte futili canzoni
per flauto e per virealis,
che deformano solo il nascosto sentimento del tutto.

Vi fu sicuramente un periodo in cui avrei potuto
incamminarmi
sulle cime lucenti del sole e,
dai contrasti dell'esistenza ricavare una luminosa armonia che arrivasse all'orecchio di Dio.

Perito è quel periodo? Ahimè, con un piccolo bastone,
toccai appena la dolcezza della poesia.
E dovrò smarrire l'eredità di un'anima?

 

Aleksandr Blok - Versi della bellissima dama (pagine: 228)
Torna su
___________________________________

ANTEM LUCEM (1898-1900)
San Pietroburgo-Chakhmatovo

La luna può scintillare -
la notte è scura.
La vita può dare gioia
alla gente -
la primavera dell'amore
non saprà dalla mia anima
cacciare la tempesta
e il cattivo tempo.
Sopra di me, la notte si dispiega,
il suo sguardo senza vita
risponde da lassù
allo sguardo smorto
di un'anima sofferente,
bagnata da tutte le parti
di un veleno acre e dolce.

Pagina Successiva ->