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Apollinaire (pagine: 365)
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ZONE

Alla fine sei stanco di questo mondo antico
Pastorella o tour Eiffel il gregge dei ponti bela stamattina
Ne hai abbastanza di vivere nell'antichità greca e romana
Qui persino le automobili hanno un'aria antica
Solo la religione è rimasta nuova solo la religione
E' rimasta semplice come gli hangar di Port-Avion
Solo tu in Europa non tu sei antico o Cristianesimo
L'europeo più moderno siete voi Papa Pio X
E tu che le finestre osservano la vergogna ti
trattiene
Dall'entrare in una chiesa a confessarti stamattina
Leggi i prospetti i cataloghi i manifesti che cantano a squarciagola
Ecco la poesia stamattina e per la prosa ci
sono i giornali

 
Gatti (pagine: 93)
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Avemmo così uccelli, pesci dorati, un cane di razza, conigli, una scimmietta e un GATTO. Quest'ultimo era un animale di notevoli proporzioni e bellezza, tutto nero e dotato di intelligenza sbalorditiva. A tale proposito, mia moglie, incline in cuor suo alla superstizione, faceva continue allusioni all'inveterata credenza popolare che considera tutti i gatti neri streghe travestite...
Pluto - era questo il nome del gatto - era il mio animaletto favorito e compagno di giochi. Io solo gli davo da mangiare, e lui mi seguiva dovunque mi recassi in casa. A stento anzi riuscivo ad impedirgli di seguirmi per le strade.

Edgar allan Poe - Il gatto nero

 

Rainer Rilke - I passi dell'angelo (pagine: 97)
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1

Da quando l'Angelo mio non veglia più su me,
volando, può dispiegare, libero, le ali
E incrinare il silenzio delle stelle.

Ché le trepide mani egli non deve
Levare più sulle mie notti sole,
Da che l'Angelo mio non veglia più su me.

2

Da quando l'angelo mio non veglia più su me,
Da quando lo espulse, dopo l'alba, il giorno,
Il nostalgico volto ci volge spesso
Verso la terra; e non ama più il cielo.

Da questa travagliata realtà vorrebbe
Portare le mie pallide preci ancora
Per lo svettante mormorio dei boschi Al paese, lassù, dei cherubini.

Il mio pianto di bimbo, vi consegnava,
Le mie piccole pene e le preghiere.
Crebbero qui in radi boschetti,
Che sopra lui frusciano.

   
Alda Merini - La famosa altra verità (pagine: 9)
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Il dubbio che tormenta lo scrittore è la ricerca della verità.

Una volta Paolo Volponi mi chiese se si fa molta fatica a dire "ti voglio bene" e alludeva al figlio.

Così la verità non la dice nessuno.

Perchè?

Per ignoranza, per comodo, per indifferenza. O perchè la verità come un bambino è così semplice che ammetterla sarebbe ovvio.

 

Federico Garcia Lorca - Divano del tamarit (pagine: 63)
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GAZZELLA DELL'AMORE IMPREVISTO

Nessuno comprendeva il profumo
dell'oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che facevi martire
un colibrì da'more tra i denti.

Mille cavallina persiani dormivano
nella piazza con luna della tua fronte,
mentre io tenevo per quattro notti
la tua vita, nemica della neve.

Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pallido ramo di sementi.
Io cercai, per darti, sul mio petto
le lettere d'avorio che dicono sempre

sempre, sempre: giardino della mia agonia,
il tuo corpo fuggito per sempre,
il sangue delle tue vene nella mia bocca,
la tua bocca già senza luce per la mia morte.

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